Il windsurf, uno sport acquatico che fonde surf e vela, è nato all’inizio degli anni ’60 come un’invenzione rivoluzionaria. Come spesso accade, era stato inventato prima. Il primo prototipo documentato di tavola a vela risale al 1935 ed è accreditato a Tom Blake.

Molti sostengono che il vero padre del windsurf sia stato Newman Darby, che lo avrebbe concepito addirittura nel 1948. Aveva 20 anni trasferitosi con la mamma in Florida, immaginò di mettere una vela quadrata su un catamarano e manovrarla come un aquilone. Servirono parecchi anni perché quell’idea diventasse un progetto. Darby e sua moglie provarono a lanciare una startup per vendere il Darby Sailboard, ma la cosa non prese piede. Inoltre, per diverse ragioni (non ultima i costi),

Darby non presentò mai la domanda di brevetto per tutelare l’invenzione. Nel 1965 il progetto finì su una rivista “Popular Science” ma la pubblicazione si rivelerà decisiva, infatti un paio di anni dopo l’ingegnere aeronautico Jim Drake (appassionato surfista) stava finalmente coronando il suo sogno di realizzare una tavola a vela per risalire il fiume Potomac. Nel 1966 ne parlò ad una cena con Hoyle Schweitzer, che era un uomo d’affari. Schweitzer capì subito il potenziale di quella invenzione, che non era certo risalire un fiume.
Le intuizioni fenomenali furono due:
- l’installazione di un giunto snodato fra tavola e albero
- la creazione di un boma ovale avvolgente la vela con la funzione di impugnatura

Disegno del windsurf brevettato da Jim Drake
Il primo test di un windsurf come li conosciamo ora venne fatto il 3 maggio 1967 in California. Schweitzer convinse Drake a presentare assieme domanda di brevetto e fare una società che iniziasse a produrre e commercializzare il windsurf: la Windsurfing International. Poco dopo lo convinse anche a cedere le sue quote per poche migliaia di dollari. Inizialmente, le tavole erano realizzate in schiuma, ma presto furono sostituite da materiali più resistenti come la fibra di vetro.Il windsurf ebbe subito successo, in particolare in Europa, dove i windsurf venivano prodotti su licenza della società di Schweitzer, che quindi incassava ogni volta una percentuale.

Durante gli anni ’70, il windsurf guadagna popolarità in tutto il mondo. Le tavole divennero più lunghe e strette, consentendo velocità e maneggevolezza maggiori. Le competizioni di windsurf iniziarono a prendere piede e il primo campionato del mondo si tenne nel 1973. Alla fine degli anni ‘70, il principale cliente della Windsurfing International, la società Tabur Marine (futura Bic Sport), portò in giudizio la questione del brevetto citando un altro ritaglio di un giornale inglese in cui c’era la foto di una tavola a vela, con un attacco dell’albero molto simile a quello del windsurf, già nel 1958, realizzata da un certo Peter Chilvers. Ci fu una causa e la Windsurfing la perse.
Nel 1977 in Svizzera, un altro imprenditore, Peter Brockhaus con la collaborazione del designer Ernstfried Prade, creò il marchio Mistral. Nel 1978 entrò in produzione il Mistral Competition: si trattava di un nuovo concetto di tavola, più leggera e dotata di deriva basculante, ma soprattutto di un boma in alluminio, decisamente più maneggevole dell’originale in legno di cui era dotato il Windsurfer.

In quegli anni nacquero altri marchi come HiFly e Windglider che fecero anche la fortuna dei coniugi Schweitzer, detentori del brevetto. Nel 1981 Brockhaus lasciò la Mistral per creare il futuro di questo sport con un nuovo marchio: F2 (Fun & Function), che presto sarebbe diventato famoso in tutto il mondo grazie anche ad un team di atleti tra cui figurava un nuovo astro nascente Björn Dunkerbeck.
La nuova disciplina funboard del windsurf nacque grazie a Robby Naish, già campione mondiale di Windsurfer nel 1976, ad appena 13 anni. Tuttavia il Windsurfer, con il suo peso di 22 kg e il suo ingombro, non era adatto alla navigazione tra le onde dell’oceano, quindi Naish con l’aiuto del padre, accorciò un Mistral Competition tagliandolo all’altezza della scassa di deriva e così facendo creò una tavola corta e con poco volume che prevedeva la “partenza dall’acqua”; in questo modo, era più agevole saltare e surfare le onde e nacque così la disciplina del funboard. Lo stesso Brockhaus (F2) si dedicò molto alla promozione del funboard, realizzando in serie tavole sempre più leggere e corte.

Toccò al giovane Cesare Cantagalli determinare il futuro estremo di questa disciplina. Cantagalli creò una manovra acrobatica che sembrava andare contro le leggi della fisica: il Cheese Roll .Da lì vennero sviluppate le varianti oggi note a tutti gli appassionati di Wave e Freestyle come il looping o il forward loop. Tra le leggende viventi del windsurf vi sono Robby Naish e Björn Dunkerbeck, che possono essere considerati i maggiori esponenti delle varie discipline del windsurf essendo gli atleti che in assoluto hanno vinto più titoli mondiali.

Nel 1996, il windsurf è stato riconosciuto come sport olimpico. La classe RS:X è stata scelta come classe per le gare maschili e femminili. Il windsurf è diventato uno sport popolare nelle Olimpiadi, con i migliori velisti del mondo che competono per la medaglia d’oro. Oggi il windsurf continua a evolversi e ad adattarsi alle tecnologie e alle tendenze in continua evoluzione.

Lo sport è diventato più competitivo, con windsurfisti professionisti che competono in eventi come il PWA World Tour. Allo stesso tempo, il windsurf è diventato anche più accessibile ai principianti, con un’ampia varietà di tavole e vele disponibili per tutti i livelli di abilità.
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